300 km e passa. Tante curve. D’avanti un “maestro”, e tu dietro, che cerchi di imitare i suoi movimenti ed il suo scorrere veloce su quella striscia grigia che scorre tra le montagne. Poi la vedi avvicinarsi inesorabile ed immobile. E’ li che ti aspetta, che ti chiama. Senti di essere troppo veloce. Ma va bene così. Punti i piedi sulle pedane, chiudi il gas, ti sposti sulla sella, accarezzi con le dita quella leva di destra, da cui, per un istante, dipende la tua vita. Fuori il ginocchio...