Debugging other peoples' code

Negli ultimi mesi, mi trovo spesso anche io in questa situazione:

“I spend a lot of my day debugging other peoples’ code, be it the code of my customers or code that Microsoft’s developers have written”

Devo dire che, nonostante non mi trovi d’accordo con l’affermazione:

“… I prefer debugging other peoples’ code ….”

Sono perfettamente d’accordo (e non avrei mai immaginato di esserlo) con la seguente:

“…it is harder to debug my own code, at least when it comes to those gnarly hard to solve problems.

I think that is because when you debug someone else’s code you are making fewer assumptions and are focused on the specific nature of the problem at hand rather than thinking about the rest of the application you are trying to develop when working with your own code….”

Effettivamente, quando si lavora sul codice scritto da altri, ci si concentra maggiormente sul problema specifico, cercando naturalmente di capire cosa “vuole” fare il codice sotto analisi ed eventualmente migliorarlo.

Lavorando sul proprio codice invece, un po’ consciamente, un po’ inconsciamente, si parte dall’assunto che una serie di valutazioni siano già state fatte, ed in questo modo, spesso, sfuggono tutta una serie di cose.

Come dice lo stesso autore del post (vedi fonte): 

I came across a quote from Albert Einstein which sums it up nicely:

We cannot solve our problems with the same thinking we used when we created them“.”

Come non dargli torto! Smile.
Ed è anche per questo che, chi scrive ed esegue gli unit test di una applicazione, NON DOVREBBE ESSERE lo stesso sviluppatore che scrive il codice!

Ma questo è un capitolo a parte Smile

Fonte: Notes from a dark corner : Debugging other peoples’ code

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